Superbonus 110% ed equo compenso: pratiche diffuse e poco chiare che richiedono attenzione e prudenza

Gentile Iscritto/a,

con la presente comunicazione, l’Ordine degli Ingegneri di Forlì-Cesena vuole approfondire alcune tematiche riguardanti la gestione di progetti che sfruttano indebitamente le detrazioni previste dal Decreto Rilancio (cosiddetto Superbonus110%) e rendere nota una pratica, di recente sempre più diffusa, che rischia di alterare il mercato e il decoro professionale.

Si segnala che nella procedura già complessa come quella disegnata dal Decreto Rilancio, di recente si stanno inserendo operatori economici quali società commerciali (s.r.l., etc) che pare non siano identificabili come società di ingegneria, società fra professionisti o studi associati e che garantiscono di coordinare l’operato di professionisti, imprese e fornitori senza chiarire gli aspetti di indipendenza e terzietà. Gli interventi di questi operatori economici, tuttavia, non sono ancora ben inquadrati dalla prassi e occorre fare molta attenzione.

Si evidenzia, peraltro, che i margini applicati da questi operatori a fronte di prestazioni e servizi svolti da altri, difficilmente possono essere inseriti nel quadro finanziario dell’intervento soggetto a Superbonus 110% e, se mai fossero inseriti, il rischio di contestazione nei confronti del professionista che attesta la congruità dei costi è notevole e imprevedibile.

Nasce quindi un’azione confusa che tende a confondere la figura del committente nei confronti dei professionisti che agiscono all’interno del Superbonus 110%.

Inoltre, si richiamano i contenuti dell’Allegato A p.to 13 del Decreto Requisiti MISE (Decreto 6 agosto 2020), il quale specifica chiaramente che i corrispettivi sono commisurati al livello qualitativo delle prestazioni di progettazione adottato ai sensi dell’articolo 24, comma 8, del Decreto legislativo n. 50 del 2016 e quindi indirettamente rafforza i contenuti della Legge sull’Equo-compenso (Legge 172/2017), che deve risultare proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale e non sia connotato da vessatorietà.

Appare opportuna la prudenza su questi aspetti fondamentali e, essendo la posta in gioco molto alta, non è il caso di rischiare che alcune procedure un domani vengano contestate.

Per questo motivo, l’Ordine degli Ingegneri è disponibile, tramite gli uffici di segreteria (info@ordineing-fc.it), ad accogliere segnalazioni o richieste di chiarimenti in merito alla tematica e a farsi promotore presso il Consiglio Nazionale degli Ingegneri affinché queste ed altre vulnerabilità vengano sanate e chiarite.

Confidiamo nella Vostra collaborazione, al fine di tutelare e supportare, nel miglior modo possibile, la categoria professionale.

Si porgono cordiali saluti.

Il Presidente

Ing. Riccardo Neri